Non me ne vogliano i tifosi nerazzurri. Giocare alla pari per una cinquantina di minuti, tra andata e ritorno, col Manchester United, creare quattro occasioni da gol all'Old Trafford, nitidissime ma come numero comunque inferiori da quelle avute dagli avversari, non vuol dire meritare di passare il turno. Per superare gli ottavi di Champions League bisogna essere più forti di un avversario: l'Inter non lo è stata. Giusto dirlo, a questi livelli, quando si incontra una squadra tanto completa: il Manchester United rischia di diventare la squadra simbolo di questo decennio, vittoria dopo vittoria, trofeo dopo trofeo. Sono bastati due lampi a inizio di ogni tempo: prima il colpo di testa di Vidic al 3', dopo che i nerazzurri quasi non avevano toccato il pallone dopo il fischio d'inizio, poi quello di Ronaldo, su delizioso assist di Rooney, simbolo di questo United e nell'occasione lasciato troppo libero di giocare da un pessimo - questa sera - Maicon. E la pratica Inter, per il Manchester United, è archiviata. Ma un eventuale futuro trofeo dei meneghini in Europa potrà passare proprio da questa serata. L'esempio possono darlo proprio gli avversari di stasera: due anni fa, a San Siro, lo United venne demolito dal Milan in semifinale, dopo aver vinto la gara d'andata. Fu l'ultimo incidente di percorso per la squadra di Ferguson, che dopo quella sconfitta è ripartita più matura e completa di prima. Lo spessore di Josè Mourinho in panchina si vede, la differenza di questa Inter europea con quella dei due anni precedenti - sovrastata nel gioco a Villarreal e Valencia - è palese: per l'ennesima volta lo stesso Ferguson ha sofferto il gioco espresso da una squadra del portoghese, stavolta però non assistito dal colpo di fortuna. Perchè Ibrahimovic fallisce un gol clamoroso (incredibile traversa a tu per tu con Van Der Sar) e spreca un'altra buona opportunità, perchè Adriano assume sempre più le sembianze di un gatto nero dopo il clamoroso palo colpito sullo 0-2, perchè Stankovic non è lucido sull'assist proprio di Ibrahimovic, l'unica giocata decente dello svedese in tutta la partita. Insomma i nerazzurri avrebbero certamente meritato un punteggio diverso, non la qualificazione. I red devils hanno creato come al solito, e tanto, ispirati da uno strepitoso Ryan Giggs. O'Shea, Rooney, Ronaldo sfioravano più volte il gol fermati dalle parate di Julio Cesar, non impeccabile sulla seconda realizzazione degli inglesi. Sono venuti meno, per Mourinho, gli uomini chiave, i cosiddetti leader: Ibrahimovic e Maicon su tutti. Poi, meglio stendere l'ennesimo velo pietoso su Balotelli: come all'andata rifila un calcione a Ronaldo, il Pallone d'Oro non certo Egidio Calloni, e dopo - muso a muso - gli dà del simulatore. Evidentemente SuperMario passa i sabato pomeriggio a vedere le partite del lusitano; dal suo canto, Ronaldo, forse non era a conoscenza dell'esistenza di uno che fino ad ora ha segnato un gol al Bologna e uno all'Atalanta...
fonte:
www.calciointernazionale.it